N i n o   F a r i n e t t i    fotografo wedding
30/11/2016, 11:49

calendario pirelli, fotografia, bianco nero



“…osservami,-non-guardami-soltanto,-questa-sono-io”


 Peter Lindbergh e il Calendario Pirelli



«In un’epoca in cui le donne sono rappresentate dai media e ovunque come ambasciatrici di perfezione e bellezza, ho pensato fosse importante ricordare a tutti che c’è una bellezza diversa, più reale, autentica e non manipolata dalla pubblicità o da altro. Una bellezza che parla di individualità, del coraggio di essere se stessi e di sensibilità»
(Peter Lindbergh ) 
   
 ...una fotografia a colori esalta i vestiti, una fotografia in bianco e nero cattura l’anima...

non ricordo chi disse questa frase,comunque è l’essenza del progetto di Peter Lindbergh per il Calendario Pirelli 2017, ritratti che sanno di vero, che tirano fuori l’anima della persona ritratta, fotografie che vanno decisamente controtendenza, crude nella loro bellezza in bianco nero a mio dire commovente e coraggioso...personalmente amo questo modo di fotografare, privo di ogni estremo artificio, dico estremo perché oggi come oggi ogni cosa sta diventando estrema, una ricerca della perfezione artificiosa venduta per semplicemente naturale.
Gli Indiani d’America non volevano essere fotografati perché, ed in qualche modo l’avevano capito, secondo loro una fotografia "rubava" l’anima...
È vero una fotografia cattura l’anima,riproduce su di un foglio di carta fotosensibile, l’essenza di una persona, il suo vissuto, un riassunto di chi sei.
Le fotografie di Lindbergh fanno questo, comunicano, parlano, descrivono che c’è dietro la maschera dell’apparire, come se dicessero "...osservami, non guardami soltanto, questa sono io"
30/11/2016, 11:35

fotografia, diario, viaggio, farinetti, nino, piemonte, acqui terme, monferrato



è-giusto-fotografare-o-no?


 ...è giusto fotografare o no?



...alcune volte ti viene da pensare se sia giusto fotografare o no, se sia giusto documentare per immagini la sofferenza, una calamità, se sia obbligatorio farlo.non dovrebbe essere un problema etico, soprattutto umano...forse il mestiere che mi ha scelto, impone certe regole, impone un comportamento a volte distaccato per valutare l’attimo, il momento, quel preciso istante da fotografare o no.
«Mi ero inginocchiata lì in un momento di dolore, con le mani unite in segno di preghiera. Stavo pregando perché le persone intorno a me potessero trovare pace. Era un momento molto forte, il mio cuore era aperto e cominciai a piangere. Tutto d’un tratto cominciai a sentire "clickclickclickclickclick" da tutte le parti. E c’erano persone ovunque intorno a me, anche nei cespugli, e tutti mi facevano delle foto. Mi arrabbiai molto. Nessuno mi si avvicinò per dirmi "ciao, sono di questo giornale, ti ho scattato una foto". Nessuno si presentò. Io mi sentì violata. E sì, riconosco che sia una foto molto bella, ma c’è un senso di privacy in un momento come quello, e non mi hanno chiesto nulla».
Questa frase è lo sfogo di una donna fotografata, mentre pregava da sola davanti ad una statua della Madonna, dopo la strage avvenuta in una scuola elementare negli Stati Uniti.
La donna fotografata non chiese che la foto venisse rimossa dal sito, ma disse che voleva che ci fosse una discussione sul modo appropriato di trattare situazioni di dolore e forte initimità. Il fotografo che aveva scattato la foto, Emmanuel Dunand, disse che dal suo punto di vista aveva cercato di essere il più rispettoso possibile e che non immaginava di aver invaso il dolore della donna. Era lì per raccontare la storia ma si rendeva conto, essendo anche lui padre di due bambini, dell’immenso dolore che provavano le persone e disse che se avesse potuto avrebbe preferito non occuparsi della vicenda.
In certi casi è giusto farlo?,.. forse si o forse no, la discrezione sta alla base di tutto per lasciare un ricordo visivo di ciò che è stato, di quello che è avvenuto.
Mi ritrovo a parlare di questo dilemma in merito ai fatti accaduti, in questi giorni, nella zona dove vivo e lavoro...la natura e il tempo hanno fatto il loro sporco lavoro, provocando inondazioni che hanno messo a dura prova persone, animali ed il territorio stesso...A distanza di anni ci risiamo...il mio fiume esonda, si porta con se tutto....un paesaggio, il frutto del lavoro di una vita e del quotidiano...sento che sia giusto documentare tutto questo, anche se la forza delle immagini evoca forte tristezza, però un’immagine fa riflettere, fa pensare, porta le persone ad agire ed a "costruire"...
19/11/2016, 18:32



Diario-di-Viaggio


 ...diario fotografico e non



questa nuova pagina, vuole essere una sorta di viaggio fotografico e non, sulle esperienze del quotidiano lavorative e di vita, legato a doppio filo al mondo della fotografia che ho scelto, che mi ha scelto

lasciate un commento...se vi fa piacere...alla prossima!!

Nino Farinetti


123
Create a website